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Botteghino

* Il festival

Il tempo della musica, la forma della festa!

In un battito di ciglia siamo arrivati alla decima edizione di ClassicheForme.
Il tema di quest’anno, scelto ben prima del meraviglioso evento personale, è “Lessico familiare”, un filo conduttore che attraverserà l’intero festival: il senso di appartenenza tra interpreti, le famiglie musicali e didattiche, le parentele silenziose che attraversano la storia della musica. Un racconto corale, arricchito da ospiti straordinari, che ci accompagneranno alla scoperta delle tradizioni e delle storie musicali che, da sempre, incarnano la forza e il potere universale della musica.
Ho immaginato la decima edizione come una festa autentica, capace di custodire intatto l’entusiasmo degli inizi e, al tempo stesso, di abbracciarlo con la consapevolezza di chi, nel tempo, ha imparato a conoscersi, a riconoscere il proprio valore e a trasformare ogni esperienza in forza creativa.
In continuità con il concept originario di ClassicheForme, la decima edizione ruoterà attorno a “La cura del talento”, il progetto di sostegno ai musicisti emergenti che, accanto a nomi già affermati del concertismo internazionale, saliranno sul palcoscenico per confrontarsi con impaginati che vanno dalla tradizione cinquecentesca di Monteverdi alla scuola russa di Čajkovski, Taneev, alle espressioni anglo americane di Britten e Barber.
ClassicheForme 10 sarà un’edizione curiosa e audace, capace di accogliere la varietà e di guardare a ciò che la musica è oggi e a ciò che potrà essere domani.

Artisti Edizione 2026

L’impaginato del festival

La parola Festival custodisce da sempre il senso più autentico della festa: un tempo sospeso e condiviso, in cui le persone si ritrovano per celebrare qualcosa che va oltre l’evento stesso. Fin dalla sua prima edizione, ClassicheForme ha scelto di incarnare questa idea nel significato più profondo del termine: incontro, partecipazione, emozione vissuta insieme.
Oggi, alla sua decima edizione, questa dimensione si amplifica e si fa ancora più luminosa. Festeggiare dieci anni di ClassicheForme è un traguardo quasi sorprendente, che merita di essere osservato con gli occhi della gioia e della giovinezza, ma anche con quella nuova consapevolezza che solo il tempo sa donare. È una festa che conserva intatto l’entusiasmo degli inizi e lo abbraccia con la maturità di chi ha imparato a conoscersi, a riconoscere il proprio valore e a trasformare ogni esperienza in forza creativa.
Il vero dono del tempo che scorre è proprio questo: l’esperienza che si fa energia, visione, felicità condivisa. Guardando indietro, il pensiero torna con tenerezza alla semplicità della prima edizione: un’organizzazione essenziale, quasi artigianale, che già custodiva in sé i germogli di tutto ciò che il tempo avrebbe poi fatto crescere, affinare e rendere profondamente identitario. C’erano già l’ascolto attento, la cura dei dettagli, il desiderio di incontro e di condivisione, l’intuizione della musica come racconto vivo.
In dieci anni, molte trasformazioni hanno preso forma. Giovani talenti che calcavano per la prima volta il palcoscenico del festival sono oggi protagonisti della scena musicale classica internazionale; volontari animati da entusiasmo e curiosità sono diventati segretari artistici, direttori di produzione, figure centrali nell’organizzazione culturale di importanti teatri; appassionati di scrittura hanno trovato la propria voce, fino a occupare ruoli di rilievo nel giornalismo.
È questo il vero miracolo di ClassicheForme, che si è nutrito e continua a nutrirsi dei propri ideali: crescere, approfondire, moltiplicarsi. Il festival è un organismo vivo, capace di generare percorsi, competenze e visioni a ogni edizione. Anche i temi scelti di anno in anno si sono trasformati in linfa vitale, nutrimento continuo che consente al festival di rinnovarsi restando fedele a se stesso e al proprio spirito originario.
Fin dall’inizio, ClassicheForme ha percorso un’idea chiara e generosa: raccontare il territorio salentino attraverso il linguaggio universale della musica da camera. Ha assunto i caratteri del Salento – la sua luce, la sua accoglienza, i suoi paesaggi, il suo calore umano – facendone non uno sfondo, ma una voce. In questi dieci anni è diventato ambasciatore di un’identità riconoscibile, capace di parlare al mondo senza mai perdere le proprie radici.
Oggi, quell’emozione originaria si rinnova, più consapevole e più forte, pronta a risuonare ancora. La decima edizione è questo: una festa consapevole, viva, aperta al futuro, pronta a continuare a raccontare emozioni.

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